Destra e sinistra, le ragioni di Bobbio.
Il libro di Norberto Bobbio Destra e sinistra si pone quale punto fermo nel dibattito culturale tardo Novecentesco in merito alla diade politica per eccellenza, quella appunto di destra e sinistra. La tesi di partenza racconta della volontà dell’ autore di fare chiarezza sui significati di destra e sinistra in un tempo i cui da più parti si avanzavano (avanzano?) le più bislacche argomentazioni in merito ad un presunto superamento delle stesse.
Volutamente ho sfrondato il mio breve articolo di qualsivoglia richiamo alla polemica intellettuale suscitata all’ epoca dall’ agile volumetto, riservando al lettore l’ onere di andare a ritrovare gli scritti polemici ( i più) che malevolmente contribuirono a stroncare il libro.
Mi riservo, pertanto, di iniziare direttamente dall’ ultima pagina portando all’ attenzione il criterio primo utilizzato da Bobbio per avvalorare la sua distinzione. La distinzione tra destra e Sinistra, sottolinea, è data da una diverso atteggiamento, propensione, nei confronti dell’ eguaglianza. Dato per assodato che gli esseri umani sono allo stesso tempo eguali ed ineguali,
sono eguali di fronte alla morte perchè sono tutti mortali, ma sono diseguali di fronte al modo di morire perchè ognuno muore in modo diverso da ogni altro.
Bobbio ricorda come vi siano coloro che ritengono che gli uomini siano più eguali che diseguali, dall’ altro coloro che ritengono che siano più diseguali che uguali. Ecco svelato il misterioso arcano che da sempre contraddistingue la diade Destra e Sinistra. Da questo punto, fulcro e precipitato ultimo nell’ elaborazione del filosofo torinese si dispiegano altre caratterizzazioni che arricchiscono il libro. La prima, che chiama in causa ciò che sempre dovrebbe comparire – ovviamente declinato rispetto alla precipua epoca storica - nei programmi politici dei partiti o movimenti della diade, ovvero di come la Sinistra creda che la maggior parte delle disuguaglianze sia sociale e, in quanto tale, eliminabile; la Destra, che la maggior parte sia naturale e quindi ineliminabile. Ecce Rousseau, Ecce Nietzsche.
Rispetto all’ altro valore cardine, la libertà, ebbene Bobbio è chiaro quanto esaustivo. La libertà, a detta sua, non sarebbe una linea di demarcazione altrettanto significativa principalmente perchè la libertà è condizione del singolo più che relazione tra più persone. Ed allora la liberà si trasforma in un metro, temperatura, che misura la distanza tra moderati ed estremisti all’ interno di ciascun elemento della diade. Nella perenne ed imperitura sfida tra Destra e Sinistra la libertà assume il ruolo strumentale di mezzo e non di fine ( assegnato, il fine, alla concreta e pratica ricerca di una maggiore o minore eguaglianza nella società). A questo, e nel libro il riferimento manca, si potrebbe aggiungere come i mezzi, se perversi e oltraggiosi della dignità di ogni singolo uomo, possano modificare geneticamente i fini stessi. Una delirante eterogenesi dei fini che, di fatto, ha caratterizzato l’ elaborazione del crepuscolarismo politico bertinottiano alla ricerca di una via di fuga dalle macerie del comunismo reale e realizzato, anche se una maggiore analisi rispetto ai perchè del collasso dei Paesi del blocco socialista sarebbe stato opportuno, tanto più da chi – ed era il caso di Bobbio – proveniva dalla famiglia azionista torinese, nobile declinazione della cultura del socialismo liberale italiano.


