Altera WebMagazine

4 Apr 2010 by admin, Commenti disabilitati su Altera WebMagazine

Perché Altera WebMagazine?

Non è una novità che nascano quotidiani, riviste e soprattutto blog che professano libera informazione. L’intento è lodevole ed in ogni caso un’informazione plurale e variegata è sempre un’ottima diagnosi di democrazia. Tuttavia, è anche vero che non esistono strumenti decisivi per stabilire l’effettiva libertà di un’informazione e dunque per valutare la cura precisa, qualora fosse necessaria, a questa democrazia.

Dal momento che ci fidiamo poco di assumere per definitiva un’idea senza averla ripensata, ci piacerebbe usare quell’unico strumento sempre valido e che ognuno può facilmente reperire: la ragione. La ragione pensa, e pensando domanda. E allora chiediamoci: che cos’è un’informazione libera? Con un po’ di coraggio intellettuale è anche possibile darsi una risposta.

Prendere un fatto e riportarlo tale e quale, oggettivamente, nero su bianco: questo potrebbe essere un buon modo di fare giornalismo. Secco. Asciutto. Incisivo.

Eppure. l’informazione non si può ridurre alla comunicazione asettica di un fatto. Non è solo quello. Non vuole esserlo. Anzi, pochi sarebbero interessati a leggere pagine e pagine di puntuali notizie ANSA.

Qui entra in gioco l’opinione, che fa un po’ paura a chi si fa promotore di verità, perché il rischio è quello dello sfrenato relativismo. Noi crediamo che l’informazione sia un lavoro artigianale tra fatto ed opinione, tra cosa e pensiero. Ma se c’è l’opinione dov’è la Verità? Dov’è sta l’acclamata verità fattuale?

Parlare di informazione libera non significa parlare di informazione-ansa (intendendo con questa non una cattiva informazione, anzi, piuttosto un’informazione asettica). E informazione libera non significa neanche dire le cose come sono, per come sono e da un punto di vista esterno.

Noi, io, voi, tu, lei, siamo tutti nel mondo. Tutti aggrappati, in modo più o meno disperato o forse scientifico a delle idee: alcune convenzioni, altre convinzioni. È quindi evidente che noi tutti abbiamo preferenze, e ad esempio qui non troverete articoli di stampo destroso o fascista (venivano facili gli esempi sulla politica, ma può valere anche per altri argomenti).

La libertà d’informazione è la libertà delle proprie idee (opinione), ma è anche la libertà propria dell’informazione (verità). La libertà di non essere piegata ad un intento totalizzante e non esplicito. Un intento che spesso è sinonimo di convincimento infingardo. Un’informazione che si compiace del proprio secondo fine è un’informazione destinata a capovolgersi, a fare una rocambolesca capriola nella disinformazione.

L’informazione, in generale, non nasce libera. Non nasce libera da intenti secondari, da chi la fa, come da se stessa. L’informazione ha bisogno di essere liberata.

Abbiamo detto cosa significa questo per chi scrive, cioè dare notizie ed analisi scevri da secondi fini, ma anche chi legge, chi fruisce di informazione è responsabile della libertà, anzi della liberazione dell’informazione. In che modo? Leggendo e moltiplicando il proprio sguardo. Ampliando le letture e raffinando le idee, le proprie, con cura. Con sempre rinnovato interesse.

Tag:, , ,

Comments are closed.